Alzo lo sgurado in su, ed il cielo era ancora là. Confinato tra i monti e ingentilito da qualche bianca nuvola di passaggio. E’ così scontato che ci sia che quasi non me ne accorgo più e serve una calda giornata estiva a rammentarmene l’esistenza. Ecco, il cielo è forse l’unica cosa che amo dell’estate per quella strana luce che emana e per quello spettacolo di bagliori chiamate stelle. Nientaltro.
Così mentre l’estate ormai colpisce duro, il mio pensiero è quantomai autunnale, confuso in un miscuglio disomogeneo di colori e cosparso di insana nostalgia di un tempo in realtà mai esistito. Tra i mille rumori che questa stagione porterà con se, io cercherò il soffio del vento di tramontana, l’elettrictà dei temporali e il battere della pioggia. Il resto lo lascio a te spernado che tu ne faccia un uso migliore.
Comment posted by demone
at 6/22/2007 4:11:08 PM
Attendo anch’io che cambi la “stagione”, e se mai accadrà non mi opporò ![]()
Comment posted by Blimunda
at 6/22/2007 10:44:08 AM
Mi piaceva scrivere di me che la primavera era arrivata soltanto fuori. Il dentro ha stagioni e tempi diversi. Ma lo spirito rifiorirà e non potrai opporti…
Un abbraccio.
Comment posted by demone
at 6/21/2007 3:45:15 PM
Ma no, non ambisco a tanto, è che il caldo mi da alla testa ![]()
Comment posted by tasti
at 6/21/2007 6:16:18 AM
Poesia in prosa, forse perchè reale (e se fosse un’artificio letterario?…sarebbe molto ben riuscito)

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