In questo blog sono raccolte un centinaio di lettere non spedite scritte per una ragazza che ho molto amato, ma che per mille ragioni che sarebbe lungo spiegare qui, non le ho mai potuto dare. Roba noiosa e patetica quindi sconsigliata ai più, che conservo qui per ragioni ancora non del tutto chiare. Questo blog non viene più aggiornato e muore ogni giorno un po' di più, proprio come i ricordi a cui è legato. [Del dopo si narra altrove]

venerdì 4 maggio 2007

In Tour

E’ buona prassi che siano i figli a far stare in pena i genitori. Rientrando ad orari improbabili, beccandosi le malattie più fantasiose, imboccando strade con poca luce. E’ così da sempre e probabilmente c’è anche una ragione in questo “ordine naturale” delle cose.

Quando i ruoli cominciano ad invertirsi con preoccupante frequenza è forse il momento di prendere atto di due cose. Che quel numero in doppia cifra che l’anagrafe conserva per te non può più essere ignorato. E che la tua famiglia, quella in cui ripieghi i ricordi dell’infanzia, non esiste più nella forma in cui l’hai sempre pensata.


(Cronaca minima ed in itinere, di un tour medical-ospedaliero in 7 tappe)


{{ Tra poco sarà sera. E’ in giorni come questo che la tua assenza si fà più pesante. Perchè ora mi basterebbe anche solo poterti chiamare per dirti: “Sai? è stata una giornata dura oggi…” seppellendo in un sol colpo, i buoni proprositi ed i principi di non interferenza. }}



Comment posted by Aleyakke
at 5/7/2007 7:13:02 AM

paradosso: vorrei tanto che fossero i figli, indipendenti, molto indipendenti, fin troppo a essere precisi, a preoccuparsi per noi, a sentire il loro fiato sul collo a domandare come stiamo, hanno loro la metà campo migliore, sono stufo di sentirmi in colpa se non faccio qualcosa per la loro gratitudine.

Alex



Comment posted by demone
at 5/5/2007 2:09:53 PM

Nulla di grave, almeno così spero. Grazie.



Comment posted by Tasti
at 5/5/2007 1:21:16 PM

Io in fondo ne ho paura.Parecchia. E posso accudire, certo, i miei genitori, ma è esattamente come accudire un gigante crollato, con il rispetto, l’amore, l’incredulità. Spero tutto ok.

Abbraccio.



Comment posted by filosoffessa
at 5/5/2007 2:59:07 AM

Da un certo momento della vita in poi, le parti si invertono.


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