Per la serie:”haiseriproblemineuralidovrestifartivederedaunobravo“
A differenza di molti, non ho grandi rimpianti per quel tempo passato e recondito detto infanzia. Quel piccolo male oscuro chiamato timidezza mi ha sempre collocato hai margini della normalità, e questo in un piccolo borgo di poche anime rigidamente allocate nei loro schemi, suona come una condanna senza appello. Appena ho potuto sono passato oltre con grande invidia verso chi è capace di trovare il proprio equilibrio senza dover cambiare il mondo.
Di quell’ età solo una cosa ricordo volentieri. La chimano fanatasia, ma per me era solo una porta aperta per scappare lontano. Per ingaggiare epiche battaglie a difesa di qualche principessa dello spazio. Per camminare in luoghi lontani impressi nelle foto dei libri. Per emulare gesti e valori made in japan. E talvolta anche solo per parlare con qualcuno. Era il mio piccolo mondo, dove i buoni erano buoni e i cattivi erano cattivi, e sapevi subito con chi stare e da chi difenderti. In quel mondo che riempieva i vuoti delle mie giornate c’era la serenità che cercavo. E anche se effimera, bastava a darmi forza.
Oggi avrei bisogno di ripristinare quel meccanismo mentale, di costruire di nuovo un mio microcosmo, di chiudere te ed il resto della mia vita al di fuori di esso, e di starmene là per un po’, solo con la mia retorica ed i miei stereotipi, solo con i miei pensieri ed i miei discorsi, immune a tutto ciò che mi circonda. Peccato aver dimenticato come si fa.
Il Capo dei Giocattoli è un uomo molto austero
è bello, è alto e fiero e sa come si fa
A divertir la gente sorvolando il Continente
E i bambini a testa in su lo vedono passare
E il Capo dei Giocattoli ricorda di giocare
E lo ricorda al mondo intero che non sa più come si fa
E manda dei segnali e poi recapita i regali
è l’aviatore del Natale e se lo aspetti un giorno forse passerà
Un giorno passerà tutta la malinconia
Una chitarra si accorderà con il ritmo dell’anima
Ed il Capo dei Giocattoli prima o poi mi insegnerà
A stare un po’ più calmo, sopratutto alla mia età
Treni, aerei, camioncini, caramelle, bolle, stelle, amore, oro e libertà
Perché il Capo dei Giocattoli ricorda di giocare
E lo ricorda al mondo intero che non sa più come si fa
E lui manda dei segnali e poi recapita i regali
è l’aviatore del Natale e se lo aspetti un giorno
Forse passerà anche di qua
C’è una piccola stellina che mi sta tanto vicina
E mi porta anche fortuna e lei sa giocar di già
Non ha bisogno di emozioni (le ha già inventate tutte ieri)
Ed io bambino a testa in su aspetterò che venga giù
E in più c’è il Capo dei Giocattoli che mi colora tutti i riccioli
Per creder meglio a questa vita che va via anche un po’ così
Ma c’è il Capo dei Giocattoli che si ricorda di giocare
E lo ricorda al mondo intero che non sa più come si fa
E poi manda dei segnali e poi recapita i regali
è l’aviatore del Natale e se lo aspetti un giorno forse
Forse passerà
Treni, aerei, camioncini, caramelle, bolle, stelle
Saluto Cri, saluto tutti i cuori che non ci sono più.
Il capo dei giocattoli (M.Lauzi, 1997)
at 5/17/2007 10:39:17 AM
di costruire di nuovo un mio microcosmo, di chiudere te ed il resto della mia vita al di fuori di esso
so bene che non è facile, come disse Catullo*, dimenticare un lungo amore, ma bisogna lasciare andare e ricominciare da zero, magari imparando dai propri errori, senza cadere preda di demoni. sicuramente ti senti tormentato ma posso garantirti che passerà. come e quando sono cose che dovrai decidere tu, una volta deciso di ripartire.
*Difficile est longum subito deponere amorem - Catullo (LXXVI, 13)
Comment posted by tasti
at 5/15/2007 9:56:57 AM
Veramente…c’è sempre l’isola che non c’è: seconda stella a destra poi dritto fino al mattino, le indicazioni sono chiare, non hai scusanti. E… ci sono ancora i buoni-buoni ed i cattivi-cattivi, prova a guardarli negli occhi e li riconosci.
Comment posted by giuly..
at 5/15/2007 7:02:25 AM
sei sempre il benvenuto…..
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vienimi a trovare, ci conto. ![]()

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